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Questa è l’avventurosa storia di una famiglia con la vocazione per i commerci e la pasticceria, che i documenti dimostrano già attiva in provincia di Siena alle soglie del Trecento.
La produzione di pane, biscotti e dolci tipici della famiglia Masoni entra in pieno ritmo nel secolo scorso, grazie al forno aperto a Colle Val d’Elsa da Ippolito Masoni, il celebre “Pottelli”, e dalla moglie Petronilla Razzi. Durante la Grande Guerra, molti soldati italiani al fronte si sfamano anche con i prodotti Masoni. Ma l’abilità di lavorare la farina, il miele e lo zucchero ha bisogno di un decisivo affinamento: ed ecco entrare sulla scena Giuseppina, moglie di uno dei figli di Ippolito, Giovanni detto Nanni.
È lei ad apprendere l’arte pasticcera da Maioli, a Firenze, e ad utilizzare questo bagaglio di esperienza per il nuovo forno dei Masoni. Nasce così, negli anni ‘20, L’Alimentaria, la prima e a lungo unica pasticceria di Colle Val d’Elsa. L’attività prosegue con successo e ben presto si arricchisce dell’apporto di un nuovo rampollo, particolarmente intraprendente: Pietro, figlio di Nanni e Giuseppina.
A lui verrà dedicata con riconoscenza e affetto l’attuale ragione sociale. Poi arriva la Seconda Guerra Mondiale, e la scarsità di materie prime fa aguzzare l’ingegno: all’Alimentaria si inventa uno strano ma apprezzato panforte con fichi secchi e noci. Negli anni ‘50 la produzione dei dolci dell’Alimentaria viene rilanciata grazie al laboratorio intestato a Bonelli Giuseppina e Figlio.
Di lì a poco la produzione comincia a diventare industriale, grazie a uno stabilimento che viene gestito con un altro marchio: Bonelli e Masoni. È il momento in cui muove i primi passi di pasticcera Giovanna, figlia di Pietro e Giuseppina Lupi. Il resto è cronaca.
La Bonelli e Masoni cresce ancora grazie a Giovanna e al marito Auro Arnecchi fino all’attuale assetto, con il nuovo marchio e una sede più moderna e spaziosa. Intanto si affacciano alla ribalta anche i figli di Giovanna, Massimiliano e Gianluca Arnecchi. Nel nome di Masoni Pietro, la tradizione continua. |
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